I PROTAGONISTI

Un perfetto connubio!

Tessa Gelisio e il suo fedelissimo cagnolino, JackBau.

Tessa Gelisio, nota conduttrice televisiva, autrice e giornalista è esperta di ecologia e comunicazione ambientale.
Ecologista fin da giovanissima, milita in diverse associazioni ambientaliste quali il WWF, gli Amici della Terra, Legambiente. Fortemente legata anche a centri per la tutela di specie selvatiche, scrive anche di ecologia e tematiche sociali legate all'ambiente.
JackBau, amatissimo e fedele amico a 4 zampe di Tessa.
La segue perfino in tv, al lavoro ed in viaggio e vanta perfino un # dedicato su Instagram.

La parola al veterinario

I consigli di uno specialista ci possono aiutare a conoscere l’otite canina

La Dr.ssa Luisa Cornegliani si è laureata in Medicina Veterinaria presso l'Università di Milano nel 1991, dove si occupa di dermatologia dei piccoli animali dal 1995. Ha conseguito il diploma ECVD (European College of Veterinary Dermatology) nel 2006 e nel 2014 il PhD presso il DiPAV dell'Università di Milano.

È autore di numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali, relatore a corsi e congressi, co-autore di cd multimediali e libri dedicati alla dermatologia. Vice presidente della SIDEV dal 2016, attualmente lavora eseguendo visite dermatologiche di referenza a Milano e Torino.

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Dr.ssa Luisa Cornegliani

I SINTOMI

Non è sempre facile capire se il nostro cane ha l’otite perché a volte non riconosciamo i sintomi: proprio per questo dobbiamo conoscerli.
Clicca sulle frecce blu sottostanti per visualizzare i sintomi che si potrebbero manifestare a seconda dello stadio in cui si trova la malattia.

Otite canina - Stadio iniziale: sintomi leggeri che si possono confondere e trascurare
Otite canina - Stadio intermedio: i sintomi sono più evidenti e il fastidio aumenta
Otite canina - Stadio grave: il dolore e il disagio sono evidenti

STADIO INIZIALE

Aumento del cerume e cattivo odore

Le orecchie del cane sono un apparato molto complesso e spesso se ne sottovaluta la delicatezza. A volte i nostri amici hanno le orecchie “sporche”, cioè con più cerume. In molte razze a orecchio pendulo, quest’ultimo può essere presente in maggiore quantità.
Ma nel momento in cui sentiamo un cattivo odore e il materiale brunastro aumenta, questo può essere un primo segno clinico di malattia. È importante non sottovalutare la situazione e nel dubbio chiedere al proprio veterinario di fiducia come comportarsi.

STADIO INTERMEDIO

Dolore o fastidio se gli tocchiamo le orecchie

Può capitare che il nostro cane mostri disagio quando gli tocchiamo le orecchie, scuota la testa, si sottragga e si allontani appena lo facciamo.
Tutto questo potrebbe voler dire che sente dolore ed essere un sintomo di malattia auricolare.
Quindi, se ciò avviene, anche se apparentemente ci può sembrare tutto nella norma, è importante non trascurare il problema e far controllare il cane quanto prima dal veterinario per capire se si è ammalato.

STADIO AVANZATO

Dolore continuo, materiale maleodorante nelle orecchie auricolare

Se siamo arrivati a questo stadio, vuol dire che non abbiamo notato o abbiamo sottovalutato i primi segni di otite. Il nostro cane avrà dolore alla palpazione delle orecchie, spesso avranno del materiale giallo brunastro o sangue che imbratta il padiglione e il pelo circostante.
Potremo notare che tiene le orecchie basse e spesso gli occhi socchiusi per il dolore e il senso di ottundimento. Nei casi più gravi addirittura potrebbe ruotare il capo e perdere l’equilibrio.
È assolutamente necessario correre subito dal veterinario prima che la situazione possa peggiorare ulteriormente.

IL CLIMA E LE STAGIONI

Come possono indurre problemi alle orecchie del nostro cane.

Otite canina - Inverno: con il freddo le orecchie possono essere in pericolo

icon landing inverno Inverno

Le temperature invernali possono creare qualche problema ai nostri cani: così come il nostro naso, le loro orecchie diventano fredde e il sangue può non circolare in modo corretto e la pelle non ricevere abbastanza ossigenazione e nutrimento. Si vengono quindi a bloccare i vasi e la punta dell’orecchio si screpola e taglia.
La parte interessata “muore” lasciando che il sangue esca e si formi una crosta. Se trascurato, si può arrivare a perdita di parte della pinna auricolare. È bene quindi controllare sempre le punte delle orecchie e nel dubbio chiedere al veterinario di fiducia.

Otite canina - Primavera: le passeggiate e il tempo trascorso all’aria aperta possono nascondere insidie

icon landing primaveraPrimavera

La primavera è la stagione in cui aumentano le passeggiate divertenti con i nostri amici, ma può nascondere alcuni pericoli. I più comuni sono legati all’erba alta e ai così detti “forasacchi”, o spighe selvatiche, che si possono infilare nel canale auricolare e dare un’otite acuta e scuotimento improvviso del capo.
È importante andare subito dal veterinario, prima che la “spiga” si conficchi profondamente.
La primavera è anche la stagione dei pollini e i cani con l’allergia possono avere orecchie rosse e prurito, sintomi che vanno curati con una terapia appropriata consigliata dal veterinario.

Otite canina - Estate: la sabbia della spiaggia e i bagni frequenti possono causare l’otite

icon landing ESTATEEstate

Stagione di vacanze e spesso di bagni al mare o nei laghi. È importante controllare che, uscito dall’acqua, il cane scuota bene il capo e le orecchie si asciughino.
Si può anche asciugarle esternamente con un panno (non i bastoncini cotonati).
La sabbia o la terra, dove cerca di asciugarsi strofinandosi appena uscito dall’acqua, possono entrare nelle orecchie e questo sempre va evitato.
Da non dimenticare infine che l’eccessiva esposizione solare, nei cani a pelo rado e chiaro, può indurre dermatite solare delle pinne auricolari e in alcuni casi addirittura un grave tumore della pelle.

Otite canina - Autunno: l’umidità che aumenta e la persistenza di pollini sono un pericolo potenziale per le orecchie

icon landing autunnoAutunno

L’autunno è forse la stagione più ricca di colori meravigliosi, ma anch’essa nasconde qualche insidia.
La caduta delle foglie e l’aumento dell’umidità possono favorire l’otite e anche in questa stagione ci sono molti pollini, quindi i cani allergici possono avere un peggioramento della loro malattia.
L’umidità ambientale e le gite all’aperto possono creare un cambiamento del microbioma auricolare, cioè dei normali microrganismi presenti nelle orecchie. Le orecchie vanno quindi sempre controllate a ogni rientro dalle passeggiate e se si nota qualcosa di diverso, non si deve aspettare che peggiorino.

MITI DA SFATARE

È normale per i cani con le orecchie pendule avere il condotto uditivo sporco e con il cerume.

È falso. I cani con le orecchie pendule possono essere maggiormente predisposti all’otite per la morfologia dell’apparato uditivo. Se vi è molto cerume e le orecchie emanano un cattivo odore non è normale ed è un segno clinico di malattia.

In alcune razze con cute grassa è normale che le orecchie puzzino.

È falso. Il cambiamento di odore, associato all’aumento di materiale ceruminoso, sono sempre correlati all’otite.

Le orecchie vanno pulite frequentemente per evitare che siano sporche e venga l’otite.

È falso: l’eccessiva pulizia, soprattutto se eseguita con prodotti non idonei e senza un’indicazione del veterinario, può indurre l’otite. L’eccesso di pulizia altera il microbioma auricolare (cioè dei normali microrganismi presenti nelle orecchie) e in alcuni casi i prodotti utilizzati sono irritativi.

È vero: i cani con malattie allergiche possono avere necessità di pulire con maggiore frequenza le orecchie per evitare le recidive dell’otite correlate alla malattia allergica cronica. È fondamentale però utilizzare correttamente prodotti specifici solo e su indicazione del veterinario curante. Da evitare sempre il “fai da te”.

I peli nelle orecchie vanno strappati se no gli viene l’otite.

È falso: i cani con molti peli nel canale auricolare, se non soffrono di malattie allergiche o parassitarie auricolari, non hanno bisogno di questa eccessiva toelettatura. Lo strappamento meccanico forzato dei peli irrita la cute e favorisce l’insorgenza dell’otite.

Il mio cane è diventato pigro e quando lo chiamo non mi ascolta.

È falso: se un cane non risponde più al richiamo del suo padrone, è probabile che abbia un problema di otite, diminuzione dell’udito o sordità.

LE SOLUZIONI

Trattare il paziente con una terapia adatta alle sue esigenze

In caso di otite il veterinario saprà scegliere la terapia più adatta ad aiutare il vostro cane, dopo aver esaminato la sua storia clinica, il suo stato generale di salute e quello specifico dell’orecchio malato.
Esistono numerosi prodotti per trattare le otiti, tutti efficaci. Alcuni richiedono applicazioni due volte al giorno, altri una volta al giorno, altri ancora applicazioni più ridotte fino ad 1 volta la settimana per 2 volte.
Il veterinario troverà la terapia più adatta alle esigenze del vostro cane e anche alle vostre. Ricordiamoci che è sempre fondamentale applicare i prodotti otologici in modo corretto e alla dose giusta, per evitare di causare guarigioni parziali o antibiotico resistenza.
Facendo bene “i compiti a casa” potremo aiutare i nostri amici a risolvere efficacemente il problema dell’otite.